"Ho scoperto la vera Atlantide" è la prova di come oggi
possa esistere un modo differente di compiere importanti scoperte archeologiche.

Seguendo la sua grande passione per l'archeologia, l'autore si butta spesso a capofitto in un paese straniero a caso, collegandosi ad Internet, cercando parole chiave nascoste e misteriose: siti archeologici non conosciuti, misteri ancora irrisolti, articoli scientifici, foto di reperti archeologici, biblioteche online, testi scritti in lingue incomprensibili che vengono poi tradotti in un secondo momento utilizzando traduttori online.
Questo è il suo hobby preferito: solo così soddisfa la sua grande curiosità nella speranza di trovare possibili soluzioni a quanto ancora non compreso. In uno di questi viaggi ai confini del mondo conosciuto, due anni fa si è imbattuto sulle rive di un grande mare, sulle sue isole e sui numerosissimi reperti archeologici. L'analisi da remoto delle poche foto disponibili hanno immediatamente colpito la sua attenzione: muri, torri, porte, fitta e lussureggiante vegetazione, alberi ad alto fusto, acqua abbondante, canali, laghi, paludi, tutti dettagli che ricordavano la descrizione di Atlantide riportata da Platone 2.300 anni fa. Da quel momento ha passato tutte le notti, tutti i fine settimana e tutti i giorni di vacanza disponibili alla spasmodica ricerca di prove certe che l'isola individuata fosse effettivamente quella descritta da Platone.

Collegandosi on-line ha acquistato ovunque nel mondo mappe, studi, libri, ricerche, foto, ha scaricato sofisticati programmi di ricostruzione tridimensionale del territorio basati su rilevazioni satellitari : il tutto per supportare la sua ipotesi.

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